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Secondo Giuseppe Conte chi tocca il reddito di cittadinanza deruba i poveri e fomenta la rivolta sociale. Che si tratti di una preoccupata profezia o di una minaccia eversiva il comizio a Scampia dell’ex presidente del consiglio è stata subito condiviso da Enrico Letta. “Il governo fa cassa sulla pelle dei poveri” ha sibilato il segretario del PD dimentico che il suo partito votò contro la legge dei 5 Stelle quando venne introdotta e che ha sempre ribadito la necessità di riformarla separando l’assistenza ai poveri dall’avviamento al lavoro così malamente confusi nella legge dei grillini. 

In anni precedenti il PD, con Gentiloni primo ministro, aveva varato il reddito di inclusione una misura che pur nel suo modesto impianto aveva ben altra serietà rispetto a quella demagogica e poco efficiente dei 5 Stelle oltretutto esposta, come si è visto, a abusi e contraffazioni. 

Incurante dell’evidenza che insistere nel corteggiare Conte ingrassa il corteggiato (che si permette pure di svillaneggiarlo) mentre ha già fatto precipitare il PD nei sondaggi ben al di sotto dell’infausto risultato del 25 settembre, Letta sta imponendo al suo partito una torsione estremista destinata a isolare se non addirittura a spezzare il PD. 

Mentre si sono regalati a profusione seggi a Fratoianni e al suo uno per cento e si fanno ponti